PORTE CHIUSE (IN FACCIA)

16/02/2020 Derthona-Centallo 3-1

 

E' stata l'ultima partita giocata sul Castello allo stadio F. Coppi.

Il "lockdown" del calcio dilettantistico dura ormai da più di sette mesi.

 

Nei primi tempi, lo stop del pallone è stato naturale e doveroso: a causa dell'infuriare del contagio del CoVid, si sono dovute bloccare tutte le attività economiche e sociali non essenziali; ci mancava solo che non si fermasse lo sport. Dopo tanti morti e sofferenze, a Tortona in particolar modo, dalla primavera la situazione ha cominciato a migliorare e, gradualmente, le attività sono state riprese, pur con tante precauzioni. E anche per lo sport è ritornata la speranza di praticarlo e assistere a spettacoli sportivi, sempre adottando misure per limitare i rischi di ripresa del contagio.

 

Il Dpcm del 7 agosto 2020, prorogato il 7 settembre 2020, ha previsto un comma apposito con le regole per l'accesso al pubblico di eventi sportivi definiti "minori": limite di 1000 spettatori per impianti all'aperto, posti a sedere prenotabili, misurazione della temperature all'ingresso, vendita di biglietti solo per i posti che garantiscono il distanziamento di almeno un metro, frontale e laterale.

Per le società di calcio, significa dover adeguare gli impianti e l'organizzazione degli accessi con misure e costi straordinari, in un contesto economico in cui già è difficile reperire risorse. Ma la passione è grande, e si fa il possibile e, a volte, l'impossibile per rispettare le norme e programmare l'inizio della nuova stagione, pur in un clima di incertezza.

 

A pochi giorni dell'inizio del campionato di serie D, mentre in altre regioni le competizioni sono già ripartite "a porte aperte", nel rispetto delle norme sopra citate, arriva la doccia fredda, gelata: un "chiarimento" della Lega Nazionale Dilettanti, specifica che per eventi minori sono da intendersi esclusivamente i tornei amichevoli e non i campionati e le coppe federali (LINK).

Nel frattempo, la LND decide di "rinviare" alla prossima stagione la Coppa Italia di serie D, dimezzando di botto le competizioni per le società (primo grave danno).

In seguito, alcune Regioni, come la Lombardia (LINK), hanno emesso ordinanze per regolamentare l'accesso del pubblico agli eventi sportivi dilettantistici mentre altre, come il Piemonte (LINK), hanno preferito adottare misure solo per la serie A (alla faccia dell" 'evento minore'...).

Si è così creata una situazione paradossale, per cui alcune gare in serie D, girone A, domenica prossima e chissà per quanto tempo, saranno senza pubblico, per altre invece l'accesso sarà consentito, seppur contingentato, certificando così una situazione di disparità ingiustificata tra club e comunità di tifosi.

 

Ora, occorre innanzitutto intendersi su un fatto: la salute prima di tutto, ma giocare a pallone, a livello agonistico, senza la partecipazione del pubblico è, di per sé, insensato. E' come pensare di organizzare una festa senza gli invitati.

Nel caso dei campionati professionistici, il business dei diritti televisivi permette, inizialmente, alle società di sopperire alla mancanza di introiti da stadio, ma alla lunga temo sia insostenibile, perché il pubblico è parte integrante e fondante degli eventi partita e dei campionati. A livello dilettantistico, l'insensatezza di giocare senza pubblico è ancora più clamorosa: le società si reggono, economicamente, sulle sponsorizzazioni in forme che, senza pubblico, non si possono realizzare, come gli striscioni allo stadio e il logo sulle maglie, nonché sui proventi di incasso alla biglietteria per ticket e abbonamenti.

Inoltre, in serie D, i media possono trasmettere in diretta video le partite solo pagando dei diritti "esorbitanti" alla LND (LINK), per cui praticamente nessuno se li assicura e quindi... niente stadio e pure niente surrogato in streaming: il massimo della mancanza di partecipazione!

 

Attendiamo che vi siano interventi normativi seri che permettano, prima di tutto, di uniformare, almeno a livello macroregionale, le condizioni di organizzazione degli eventi sportivi dilettantistici, compatibilmente con le cautele sanitarie da prevedere in questo momento sul territorio, e quindi alle società di programmare gli interventi per consentire di godere, in sicurezza e tranquillità, degli eventi sportivi.

Altrimenti è meglio chiudere, sin da ora, l'indegno spettacolo che stanno dando le istituzioni su questo tema: non si può scherzare a lungo con la passione dei tifosi.

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