L'ATTIMO RUGGENTE

2015-16 LAVAGNESE - DERTHONA 1-1

 

 

 

 

O CAPITANO!

 

MIO CAPITANO!

Con una capocciata di Procida all'ultimo secondo utile, il Derthona riesce a strappare un ormai insperato pareggio in quel di Lavagna. Fino a quel momento, sul campo, si era visto il solito refrain che caratterizza le gare dei leoncelli da qualche tempo: buone occasioni sprecate nella prima frazione di gioco, giocando alla pari con gli avversari, fatale distrazione nei primi minuti del secondo tempo e reazione sterile fino al termine. Questa volta però, forse complice anche l'orgoglio dei giocatori, oltre a un pizzico di fortuna in più, l'epilogo è stato diverso.

 

La giornata comincia sotto i migliori auspici: allettati dall'occasione di ritrovarsi per una trasferta partecipata, sono molti i tifosi che hanno scelto di pranzare in Liguria, raggiungendo Lavagna con ogni mezzo. La curva del settore ospiti è tappezzata di "pezze" e il tifo ribolle fin da subito, e il Derthona, nonostante le assenze che costringono a un attacco inedito, gioca con convinzione.

 

La migliore occasione capita a Mbodj, che di testa incorna da posizione ottimale, ma la palla lambisce il palo. Intervallo che trascorre con il coro "Vorrei che fosse ogni giorno domenica..." ripetuto fino allo sfinimento, malgrado la gran calura. La ripresa, come da copione, inizia con la rete subita per una palla vagante che nessuno riesce a calciare via. Qualche minuto dopo è Ferraroni a dover respingere, per evitare il raddoppio, una conclusione ravvicinata del centravanti Avellino. Progressivamente la squadra di Calabria alza il baricentro, ma senza creare molto di concreto, finchè si arriva ai momenti topici del match.

 

 

Ormai oltre il 90°, il Derthona conquista una punizione dal limite dell'area; Dolce calcia una palla carica d'effetto e diretta verso l'incrocio, ma il portiere ligure, con un intervento da campione, intercetta la traettoria e devia. Imprecazioni varie e scoramento.

Dall'angolo la parabola di Gilio, che vediamo confusamente perchè l'azione si svolge nell'area di rigore opposta alla curva, viene raccolta da Procida di testa e depositata in rete allo scoccare del 94'.

Ferraroni, accorso a "far soffoco" nella metà campo avversaria, si catapulta verso di noi in ginocchio, mentre in curva si scatena il pandemonio. C'è giusto il tempo di battere la ripresa del gioco e poi l'arbitro fischia la fine: bailamme generale e ancora cori a ripetizione, con qualcuno che comincia a fare conti... macchè non è ancora salvezza matematica, ma ormai manca veramente un niente.

 

 

Una conclusione inaspettata, un punticino che in realtà vale molto di più, per l'ambiente e per chi ha ancora la voglia di seguire questa amata e tormentata maglia.

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