SVELATO IL BILANCIO DEL DERTHONA... DEL 1935-36

BILANCIO DERTHONA 1935-36

 

 

 

SEMBRA UNA

 

DIVAGAZIONE

 

ARCHEOLOGICA MA...

Poichè non sono ancora noti, nonostante i termini di deposito in Camera di Commercio siano scaduti da molti mesi, gli estremi del bilancio del Derthona fbc da almeno due stagioni (l'ultimo dato ufficiale risale al 30/06/2012), abbiamo scovato dall'Archivio Comunale i documenti sulla contabilità del sodalizio bianconero risalenti a ottanta anni fa, precisamente per la stagione 1935-36.


All'epoca i Leoni, reduci dai successi del decennio precedente che li avevano portati a due campionati nella massima serie, erano in fase di lenta decadenza e cercavano di mantenere a tutti i costi la serie C nazionale (leggi QUI). 

Il Derthona aveva dovuto mutare denominazione, perchè al regime fascista non piacevano le parole inglesi: da FbC (foot-ball club) si era passati ad A.C. (Associazione Calcio), ma l'originaria natura era rimasta nel timbro ufficiale. Per attrarre soci, la società era stata incorporata nella sezione locale dell'organizzazione Nazionale Dopolavoro, che garantiva una serie di facilitazioni agli iscritti (riduzioni sui biglietti ferroviari, per spettacoli teatrali e medicinali).


Da una lettera accorata di richiesta di finanziamenti inviate al Podestà (scansione qui sotto), si evince quali fossero le ristrettezze economiche a cui doveva far fronte la società per partecipare a campionati che, seppur prestigiosi, si rivelavano molto costosi per una compagine di provincia.



Il Derthona faceva appello al fatto che "il nome di Tortona, proprio in ragione del calcio, è nota al pubblico anche in remote regioni d'Italia centrale e meridionale, il che non sarebbe certamente senza la nostra rappresentanza sportiva".





La pratica di "piangere miseria" presso le Amministrazoni Comunali, era evidentemente diffusa, considerata la lettera che il Podestà di Casale Monferrato invia a quello di Tortona, chiedendo se gli risultino contributi alla locale società calcistica (vedi foto a fianco).




Analizzando le cifre del rendiconto, firmato dal segretario Raviola (nonno di Roberto, se non erriamo), si scopre che il totale delle entrate fu di 42.762,55 Lire, cifra che corrisponde, secondo le tabelle di conversione Istat (QUI), a circa 41.888 € di oggi (tenete presente che il salario mensile di un operaio era di 530 Lire).


La voce più consistente era dovuta al contributo dell'Opera Nazionale Dopolavoro (circa 10.000 Lire), che superava di poco gli incassi dalle partite casalinghe (9.864 Lire) e gli indennizzi ricevuti da partite esterne (8738 Lire, all'epoca la squadra ospitata veniva "rimborsata" con una quota dei biglietti). La presenza di storni per anticipi effettuati dal Comune e da due privati sostenitori testimoniano le carenze di liquidità che si potevano registrare durante la stagione.


Una curiosità: a Casale il Derthona fu seguito da quattro impavidi sostenitori che si aggregarono alla squadra, ma poi vollero pagare la propria quota di spesa (32 Lire).


La lista delle spese vede come voce preminente i compensi ai giocatori, intesi come "premi partita" (11.517 Lire), le tasse di iscrizione e rinnovo cartellini alla FIGC (5.105 Lire), le spese di viaggio, vitto e alloggio per le trasferte della squadra (8.498 Lire), mentre le spese di ingaggio di nuovi giocatori sono state di sole 700 Lire.


La rimanenza in cassa era di sole 7,10 Lire, ma non si facevano debiti, non era possibile nè accettabile.


La dignità veniva prima di tutto, allora.



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