ECLISSI DI CALCIO AL COPPI

2014-15 DERTHONA-ASTI 0-0

 

 

 

 

 

BAFFO SEMPRE PIU' AVVILITO,

TRISTE TESTIMONE DI UNA SQUADRA IN CADUTA LIBERA

 

Seconda partita consecutiva non disputata dal Derthona: dopo il rinvio di domenica scorsa a Cuneo a causa di un'abbondante nevicata, oggi non si è giocato a causa di... beh, io non lo so, chiedetelo direttamente al mister e ai giocatori presenti in campo.

 

Derthona - Asti è stata una partita, anzi sarebbe meglio dire una NON partita imbarazzante, di una pochezza tecnico tattica rara, da far venire voglia di abbandonare la gradinata ben oltre prima il fischio finale. Il senso di impotenza che trasmette la squadra è avvilente, tanto da poter essere preso come esempio da mostrare ai bambini di COME NON SI DOVREBBE MAI E POI MAI AFFRONTARE UNA GARA.

 

 

NON SI PUO' ANDARE AVANTI COSI'

 

 

Io personalmente mi sono stufato, non riesco più ad assistere ad un simile spettacolo indecoroso. Dalla gradinata avevamo persino deciso di ricominciare a fare tifo, perché soffriamo a non farlo, siamo i primi a cui non piace il nostro silenzio, ma dopo venti minuti circa, abbiamo mestamente desistito, vedendo che non si aveva una minima reazione da parte della squadra.

 

E' tutto imbarazzante, per noi, per i giocatori, per la società, è una situazione quasi da psicoanalisi. Quando qualcuno esterno al mondo Derthona mi chiede se c'è qualche possibilità di salvezza, io rispondo con un secco NO, ricevendo in risposta che è impossibile dire questo quando mancano ancora due mesi al termine del campionato. Ma quel NO pronunciato da me, esce direttamente dalla testa dei giocatori, quel NO sono loro stessi a trasmettermelo, a farmelo dire.

 

Li osservavo, guardavo la loro disposizione in campo: ebbene, il modulo si può dire che fosse un 7-2-1, tutti in difesa, con nessuno che avanzava, che si proponeva; questo si può dire che stia accadendo dall'inizio del campionato, ma ora è peggio che mai, ogni domenica si riesce a fare peggio di quella precedente, siamo di fronte ad una squadra in caduta libera, verticale e senza paracadute, cosa che determinerà lo schianto finale il 10 maggio, la data della fine di questo calvario, anzi, probabilmente lo schianto è già avvenuto, ora stiamo rimbalzando a terra domenica dopo domenica, caduta dopo caduta.

 

Con tutta la buona volontà, ma come si fa ad essere ancora fiduciosi, ad avere ancora un briciolo di speranza? Certo che se qualcuno della Società dovesse leggere quello che ho scritto finora, avrebbe sicuramente da ridire, avrebbe sicuramente di che criticarmi; ebbene, lo faccia, lo faccia pure, ma lo faccia con i fatti, e non con parole pronunciate quasi con una visione distorta della realtà dei fatti. Che i giocatori, il mister, il presidente e la sua stanca corte, mi ricaccino pure dentro tutte queste parole, queste mie critiche dissacranti, e io sarò il primo ad essere contento di dovermi rimangiare tutto.

 

Sono dispiaciuto, sono dispiaciutissimo a dover scrivere tutto questo, perché alla fine a pagarne le conseguenze, saremo noi tifosi; è una pugnalata al cuore vedere il Coppi svuotato settimana dopo settimana, vedere che la gente ormai ha abbandonato quasi totalmente i gradoni dello stadio, e se anche io non l'ho ancora fatto, li capisco benissimo, hanno tutte le ragioni per farlo. La società, la squadra, il mister capiscano che questo abbandono è dovuto al senso di arrendevolezza che opprime come una cappa velenosa il cielo sopra il campo comunale Fausto Coppi, il nostro campo, la NOSTRA CASA domenicale.

 

Durante i minuti finali avevo una gran voglia di andarmene, di non aspettare nemmeno il termine della gara, ma non l'ho fatto e non lo farò mai, ma al triplice fischio finale, con le spalle ricurve e incupito, mi sono allontanato con un senso di repulsione e di fastidio. Ma so già che io fino al 10 maggio sarò ancora li, tornerò per tutte quelle maledette domeniche consapevolmente a farmi del male, perché in fondo in fondo, nascosta sotto strati di delusione e di rabbia è ancora presente una fiammella di speranza, quasi invisibile, ma c'è, accesa dalla PASSIONE e non certo dalla ragione

 

BAFFO

 

 

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