CI VUOLE IL MIRACOLO

2014-14 DERTHONA-ACQUI 1-2

 

 

 

 

 

La sconfitta di questa domenica penso valga come colpo di grazia ad un ambiente già agonizzante da alcuni mesi

Quando al minuto 89 di una partita si sta vincendo per 1 a 0, ma al fischio finale il risultato è completamente ribaltato a favore degli avversari, pensi che non ce la potrai mai fare, pensi che ormai ti puoi solo rassegnare a retrocessione certa.


I limiti di questa squadra ormai li conoscono tutti: assenza di personalità, poca capacità di palleggio se non praticamente nulla, poca furbizia e totale mancanza di malizia nei momenti chiave di un incontro, e se poi a questo si aggiungono anche alcuni cambi sbagliati dal mister, dettati forse sia da una mancanza di possibili alternative in panchina e sia da quella maledetta "paura" di vincere, il bottino di vittorie che si potranno ottenere da qui alla fine sarà destinato ad esseri pari a zero.


In questo campionato ho perso il conto delle volte che entrando al Coppi mi sono ripetuto "Se non vinciamo oggi non vinciamo mai più", ma puntualmente non abbiamo vinto, neppure oggi quando, ripeto, ad un minuto dal termine, i tre punti erano quasi certi.


Questa squadra ha una capacità fuori dal comune nel riuscire a farsi del male da sola, riesce ad azzerare completamente i pochissimi pregi di cui dispone (anche se in questo momento non me ne viene in mente neppure uno), e al tempo stesso fa di tutto per aumentare le doti degli avversari facilitandoli nelle giocate e agevolandoli nel miglior modo possibile.


Voglio dire che in questa gara, non ha vinto l'Acqui, ma è il Derthona che ha perso: l'atteggiamento rinunciatario dei giocatori nel secondo tempo e la tattica remissiva del mister nel sostituire punte e centrocampisti con altri difensori, ha dato coraggio e fiducia agli ospiti, invogliandoli a spingere fino all'ultimo secondo, siamo riusciti ad invitarli a sferrarci il colpo decisivo finale, permettendo loro così di ottenere un risultato che è andato ben oltre i loro reali meriti. Oltre a questo va aggiunta un'altra considerazione che ho sempre tralasciato di accennare, perchè mi è sempre sembrata una scusante per deboli, ma visto e considerato che noi siamo deboli è il momento di fare: sul risultato di 1 a 0 in nostro favore, abbiamo subito l'ennesimo fallo da rigore prontamente NON concesso dall'arbitro; questo va a sommarsi ad almeno altri cinque o sei casi clamorosi già capitati in questo campionato. Uno su tutti è il fallo in area subito da Cavaglià contro lo Sporting Bellinzago, con conseguente frattura del malleolo, particolare assolutamente eloquente, episodio che oltre al rigore in sé sacrosanto e un possibile risultato finale diverso, ci ha privato di un giocatore in crescita e di un'alternativa in un ruolo dove in questo momento si hanno poche possibilità di scelta.


Se a questo aggiungiamo quei gol apparentemente regolari annullati per motivi inspiegabili a inizio torneo, i nostri punti in classifica potrebbero essere anche 5 o 6 in più, punti che ci permetterebbero di essere ancora assolutamente in gioco e lascerebbero ancora intatte le speranze di salvezza. Ma così non è, e forse sono solo valutazioni dettate dalla disperazione, ma che sicuramente hanno influito nell'aggravare i nostri già ben conosciuti problemi. A voler essere ancora più accusatori, il gol decisivo dell'Acqui è arrivato al quarto minuto aggiuntivo, minuti assolutamente eccessivi per le reali interruzioni avute durante lo svolgimento della partita. Ma anche questo ha il sapore di scusante più o meno valida, si sa, nelle situazioni di disperazione si cerca di aggrapparsi a tutto quello a cui in altri momenti non si penserebbe nemmeno.


In questa ennesima avvilente partita, non mi sento di rimproverare nulla ai ragazzi, se non la loro atavica "paura", e nel pensare che oggi, avendo offerto il loro sforzo massimo, non abbiano ottenuto nulla, non so con che spirito possano affrontare le restanti partite. Ora cosa ci resta da fare? Dovremmo pensare di giocarci un minitorneo con RapalloBogliasco e Vallée D'Aoste cercando di evitare il penultimo posto in classifica con relativa retrocessione diretta. Dobbiamo assolutamente non privarci della possibilità di giocare un playout anche come peggior squadra, perchè nel calcio non si sa mai, i miracoli sono alla portata di tutti, e mai come ora per il nostro futuro sportivo ci si può aggrappare solamente ad un miracolo.


BAFFO


 

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