GAMBA E CERVELLO

GAMBA E CERVELLO

 

 

 

 

 

Li hai cercati nei campi più sperduti

Ti sono piaciuti.


Li hai seguiti, corteggiati e sei anche riuscito a conquistarli.

Piccoli ragazzi che inseguono un sogno.

Li hai accompagnati, hai fatto del tuo meglio per metterli in condizioni di giocarsi bene le proprie carte. Hai sottolineato mille volte che arrivare in alto sarebbe stato complicato – lo è per tutti, lo dicono i numeri – ma che avevano caratteristiche per riuscirci o, quantomeno, per provarci più di altri.

Li hai spinti a lavorare, a sacrificarsi, a studiare e a non pensare di essere arrivati a 16 anni.

Ci hai messo la faccia per promuoverli.

E' servito a nulla però. Gli equilibri sono precari quando c'è di mezzo il pallone, così se si gioca poco e si passano più minuti in panchina che in campo, se le richieste non arrivano, se le società preferiscono svincolare perché non possono (o non vogliono) investire, sei tu che non sei in grado di fare il procuratore. Punto.

Ragazzi maggiorenni, che segui da diversi anni e non da due settimane, che nemmeno hanno il coraggio di parlarti guardandoti in faccia. Scrivono (anche maluccio talvolta, i messaggi sono quelli originali) perché è più facile chiudere così.

E se la fine di un rapporto sportivo la puoi pure accettare, non puoi digerire la mancanza di rispetto per te, per quello che hai fatto.

In realtà è un problema tuo: sono le aspettative a fregarti, succede sempre. Sopravvaluti le qualità umane, ti illudi di aver trasmesso qualche sano principio, non credevi che alcuni di loro avessero cervelli sempre più sintetici come l'erba che calpestano.

Avresti fatto meglio a sfruttarli facendo i tuoi interessi. Quanti già te lo hanno detto?


“Luca è gia la seconda partita che non gioco in serie d mi sai spiegare dove cazzo mi ai portato mi sono rotto il cazzo o mi dai una mano e fai il tuo lavoro di trovarmi una squadra dopo quattro anni che non me la trovi se no va bene cosi chiudiamo i rapporti... ”


Due panchine. Bastano due panchine per dimenticare? La pazienza non è la qualità migliore di questo ragazzo, lo sai da tempo, ma avresti scommesso che lui non sarebbe arrivato a questo punto, che non avrebbe cancellato tutto in questo modo. Be' avresti perso perché lo fa, improvvisamente e (più o meno) inspiegabilmente proprio mentre stai per accontentare la sua richiesta di andare a giocare all'estero. Meglio accusare te delle sue – piccole e risolvibili – disgrazie sportive per poter cambiare velocemente procuratore, così è più comodo. Resti con il dubbio se dirgli o meno della possibilità di andare a giocare fuori dall'Italia, ma – purtroppo per te e per lui – hai un caratteraccio...


“A gennaio 99% me ne vado da qua se ce la fai mi trovi una squadra all estero sennò me la trovo da solo ”


In 18 mesi è passato da una Primavera alla Lega Pro patendone il salto, poi in Serie D – da offeso perché uno come lui, sue parole, non può giocare nei dilettanti – e infine in Eccellenza per necessità sentendosi sempre superiore agli altri senza mai dimostrarlo, giocando poco o nulla. Ora è il momento di espatriare. Facile no? E' la testa ad averlo abbandonato, non tu.


“Luca guarda ho preso una decisione anche se dura la voglio prendere senza che tu mi chiami mi preghi ecc grazie per questi anni che abbiamo lavorato insieme ma adesso e ora di cambiare, ricominciare da capo, da un po lo penso e ora non ce la faccio piu ti auguro tante belle cose in bocca al lupo ”


Non pregherai certo un ragazzo per il quale hai fatto l'impossibile, che si è perso da solo, e che nemmeno ti riesce a chiamare per comunicarti, dopo cinque anni, la sua scelta. Lo hai già detto, hai un brutto carattere.


“Luca spiegalo tu a papà perché non capisce un cazzo e dice che prenderò 1200€ fino a 22 anni e che non ho firmato il contratto. Merito di più e che sei tu a dovermi far prendere di più.”


Questo ragazzo invece ha firmato il suo primo contratto ai minimi federali – a 18 anni va benissimo così – in Serie B. Il padre finge di fare il tonto, il figlio pure dicendo che il padre non capisce nulla ma in realtà il contratto gli è stato offerto con una piccola clausola non scritta: un nuovo agente amico del direttore.


Quali sono gli attori?

I ragazzi, quelli che non ce la fanno e che non si rassegnano a prendere atto che non è andata come avrebbero voluto, si illudono che sia un nuovo agente a portarli al successo sfuggito.

I ragazzi, quelli che invece riescono a superare l'ostacolo, proprio perché riescono a fare un passo avanti sentono la necessità di un nome alle loro spalle, con esperienza ma soprattutto amicizie ben consolidate in grado di garantire (teoricamente, ma questo non lo contemplano nelle possibilità) un percorso continuo nel tempo.

I genitori, sia dei primi che dei secondi, che hanno bisogno di riversare su altri le loro frustrazioni sia che nascano dalla disperazione provocata dall'assenza di una squadra (tocca trovare un lavoro al campione di casa che non ha studiato?), sia che derivino dalla delusione per un contratto che – per loro – non è mai all'altezza. Equilibrio e serenità, ragione e presa di coscienza del mondo in cui ci si trova, questo è quello che manca.

Le società, i direttori sportivi, i tecnici, i responsabili delle scuole calcio che pubblicamente si dicono contrari alla presenza dei procuratori che bazzicano intorno ai ragazzi (e non pensi che sia sbagliato in assoluto, occorrerebbe discuterne però) salvo poi, in separata sede, indirizzarli agli agenti loro amici.

Gli agenti (procuratori), troppi per un mercato piccolo nel quale lavorano davvero solo poche decine di persone, che si ritrovano a rubacchiarsi i giocatorini l'uno con l'altro mettendo in campo le bugie più grandi e infischiandosene di regole e di un codice di condotta professionale che, se rispettato, regalerebbe un po' più di qualità alla professione.

Gli improvvisati – un'enormità – che viaggiano al di fuori di ogni controllo con la complicità, non va dimenticato, di tutti gli attori elencati fino a questo punto.

La Federazione che osserva poco e agisce (spesso) male.


Da dove partire?

Da nuove regole? Da nuove persone? Dai controlli? Dalle competenze (vere, non teoriche)? Da un progetto che riguardi la crescita dei ragazzi, come atleti e come uomini, prima ancora di immaginarli campioni?

Che fare prima del triplice fischio?




Fonte: Palle, calci e palloni (s)gonfiati



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