La Torcida Split, la tifoseria più antica del mondo

La Torcida Split, la tifoseria più antica del mondo

Grazie a Vincenzo Paliotto di L'altro calcio                                                          CONTINUA>

Coreografia per i 100 anni dell'Hajduk
Coreografia per i 100 anni dell'Hajduk

Non se la passa proprio bene attualmente l’Hajduk Spalato, che viaggia al terzo posto nel campionato croato (N.D.R. l'articolo originale è datato maggio 2013), ma in un mare di problemi economici che non pochi mesi fa, soltanto per un pelo, gli hanno fatto scongiurare il fallimento. Il glorioso club spalatino, fondato nel 1911, è stato tenuto in vita dalla Torcida Split, il gruppo ultras più numeroso al seguito della squadra ed il più antico in assoluto del pianeta calcistico. Numerosissimi esponenti della Torcida hanno, infatti, invaso il Palazzo di Città e costretto l’autorità locali, che in un primo momento si rifiutavano, a salvare l’Hajduk dal fallimento.

Torcida Split

Torcida Split. La Torcida Split, infatti, è il primo gruppo del tifo organizzato di tutta la storia del calcio. Le sue origini risalgono al 1950 e la sua genesi è alquanto particolare. All’indomani del secondo conflitto bellico i contatti commerciali tra le Europa ed il Sud America si erano nuovamente intensificati ed una nave con a bordi un gruppo di marinai dell’isola di Korcula, quasi di fronte a Spalato, arrivò in Brasile nel periodo in cui si stava giocando la Coppa Rimet. I marinai ebbero la possibilità di assistere alla drammatica finale che i brasiliani persero al Maracanà per il titolo iridato contro l’Uruguay. Tra il dramma dei brasiliani, mortificati dal gol decisivo di Ghiggia, i tifosi croati ebbero modo di scoprire l’incessante tifo dei padroni di casa. Una novità assoluta per loro e rientrati in patria decisero di fondare una gruppo del tifo organizzato proprio con il nome di Torcida, che richiamava appunto la loro incredibile esperienza in Sud America.

Sfida alla Stella Rossa. La fondazione della Torcida coincise con la finale del campionato jugoslavo che l’Hajduk doveva giocare contro la Stella Rossa di Belgrado e che la compagine spalatina vinse per 2-1, riportando una storica e decisiva affermazione, dopo il 2-2 dell’andata. La sconfitta, però, fu mal digerita sul versante belgradese. I contrasti tra croati e serbi erano già forti in quel periodo e le autorità comuniste pensarono in qualche modo di punire il popolo spalatino, che oltretutto aveva dimostrato grande organizzazione con la loro Torcida, che era risultata determinante per la vittoria della loro squadra. Non passarono, dunque, molte ore dalla vittoria in campionato che Vienceslav Zuvela fu arrestato dalla polizia jugoslava, in quanto ritenuto il maggiore responsabile della fondazione ed organizzatore del tifo incessante della Torcida. Era chiaro che l’arresto di Zuvela aveva puramente il solo significato di rappresaglia da parte di Tito e dei suoi generali per l’affronto lanciato dal popolo spalatino.

Torcida pirotecnica

Tifoseria colorata e turbolenta. L’arresto del leader Zuvela non fece altro che rafforzare il morale e lo spessore di una tifoseria già numerosa e colorata. Con il passare degli anni oltretutto aumentarono anche gli episodi che etichettarono la tifoseria come particolarmente turbolenta. Nel 1961, infatti, l’arbitro Alexandar Skoric fu colpito da un tifoso dell’Hajduk che invase il terreno di gioco, dopo che lo stesso direttore di gara aveva annullato alla formazione spalatina un gol contro il Sarajevo. Divenne particolarmente difficile, comunque, andare a giocare al Poljud, lo stadio dell’Hajduk, per le belgradesi Stella Rossa e Partizan e per gli eterni rivali della Dinamo Zagabria, contro di cui la squadra di Spalato gioca il suo vero derby.

Il galletto sgozzato. Ad ogni modo, i sostenitori dell’Hajduk non mancarono di far conoscere la propria animosità anche nei confronti internazionali ed un episodio particolarmente significativo passò alle cronache nel corso della Coppa UEFA della stagione 1983/84. L’Hajduk si spinse fino alle semifinali, dove incrociò le ambizioni del Tottenham Hotspur. Il tifo inglese era una vera moda per il calcio degli Anni Settanta ed Ottanta ed anche particolarmente temuto. Evidentemente non dalle parti di Spalato. In un Poljud gremito, infatti, prima del match contro il club londinese un tifoso dell’Hajduk entrò sul terreno di giocò e sgozzò un galletto, che era anche il simbolo della blasonata squadra inglese. L’Hajduk vinse per 2-1, ma poi a White Hart Lane perse di misura e costretto a lasciare il passaggio del turno agli inglesi. L’UEFA, comunque, sanzionò pesantemente il club di Spalato con una salata multa e quindi a giocare nella successiva stagione europea a porte chiuse. L’Hajuduk si sarebbe, infatti, qualificato per la Coppa delle Coppe e nel primo turno fu estromesso dalla Dinamo Mosca sul neutro di Osijek. L’Hajduk pagò in maniera drammatica per il fattore campo.

Birra Hajducko

L’Hajducko. Come detto attualmente l’Hajduk Spalato è costretto ad arrabattarsi in condizioni precarie, ma non è stato mai abbandonato dai propri tifosi, nonostante la Dinamo Zagabria abbia vinto il suo ottavo titolo consecutivo. Anzi se l’Hajduk è ancora in vita lo deve ai propri tifosi. Ad ogni modo, anche la Carlsberg Croazia vuol dare una mano alla storia, producendo l’Hajducko, una bottiglia di birra la cui vendita porta nelle casse del club 13 centesimi. In un campionato poverissimo come quello croato costituiscono una base per ripartire.

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