Il Campo dei Sogni

Quando mesi fa è partita l'operazione "Leoni per Sempre", ho avuto subito come una sensazione di dejavù, di sensazioni che avevo in qualche modo già vissuto, poi l'illuminazione : si trattava di un film, non sul calcio come potreste immaginare, ma che parla di baseball, di famiglia, di vita.

Non vi annoierò più di tanto con questo mio preambolo perchè c'è chi ha scritto molto meglio di me sui sogni e della loro carica utopica.

Grazie a Paolo Palumbo.                                                                                            (CONTINUA)

 

"I have a dream" gridava M.L.King. "Io ho un sogno".

 

Anche io ho un sogno, come molti altri tifosi granata.

 

E' vedendo un film hollywoodiano, "L'Uomo dei Sogni", che questo mio sogno ha preso vita.

Il titolo originale del film, Field of Dreams (Il campo dei sogni) rende meglio l'idea. Il film narra le vicende di un uomo, proprietario di un campo di grano, che all'improvviso sente una voce che gli promette: "Se lo costruisci, lui tornerà".

In breve, quest'uomo (Kevin Costner) riesce a costruire questo campo di baseball, distruggendo quasi completamente il suo campo di grano e quindi mettendo a repentaglio la sue finanze, e come d'incanto, all'improvviso, sbucando tra le superstiti spighe di grano, entrano sul campo vecchi giocatori di baseball ormai da tempo scomparsi.

E in più, colui che doveva tornare veramente e che in questo modo avrebbe cancellato il suo dolore, era il padre col quale finalmente riesce a giocare a baseball.

 

Beh, io tutte le volte che ho visto quel film ho sempre pensato che se un giorno si fosse ricostruito il Fila, da qualche parte del cielo, sarebbero scesi Loro, i nostri Eroi e guidati dal Capitano, salendo dagli spogliatoi, sarebbero entrati in campo come avevano sempre fatto. Secondo me Loro sono lì che aspettano, da qualche parte su nel cielo, perché hanno una tremenda voglia di scendere ancora in campo. Stanno solo aspettando che qualcuno "senta" quella voce: costruiscilo e Loro torneranno. Valentino e i suoi amici sono lì che aspettano, scalpitano. E' solo lì che vogliono tornare a giocare. Quella era la LORO CASA.

Una volta ricostruito, si udirebbe nuovamente la tromba di Bolmida, il vecchio ferroviere, e i vecchietti seduti sulle nuove scalinate non crederebbero ai loro occhi, gli sembrerebbe di tornare bambini in braghe corte. Vedrebbero tornare sul campo Valentino e Virgilio, e Guglielmo e Valerio e tutti gli altri. "E chi sono quei due?", non erano con Loro allora. Ah sì, sono Gigi e Giorgio, il Capitano li ha voluti con Loro. Hanno scritto la storia del Toro ed è giusto che tornassero a giocare lì, insieme a Loro. Anche Sauro Tomà è con Loro, non si sa come ma è tornato ragazzo.

Chi ha visto quel film sa di cosa parlo. Tomà nel ruolo di Burt Lancaster. E la voce comincerebbe a fare il giro di Torino, i bambini correrebbero dai loro nonni a dar loro la notizia esaltante, i giovani non ci crederebbero, abituati come sono alle delusioni.

E invece eccoli lì, una volta accorsi sulle gradinate tutta la gente del Toro, solo quelli del Toro, avrebbero la meravigliosa Visione.


Si sta giocando una partita su quel prato, giocatori con vecchie maglie senza sponsor, senza nomi. Giocatori con capelli impomatati e con la barba lunga. Sono tutti un po' stanchi, appesantiti.

Ci vorrebbe una scossa.

Eccola lì, è la tromba di Bolmida.

Si riparte! Valentino si alza le maniche della maglia e comincia a correre. E con lui tutti gli altri. E' spettacolo, è divertimento, è gioia, è spensieratezza, è il calcio! Il calcio che giocavano Loro, è il calcio che ci piace vedere. I vecchi piangono, i giovani pure. I bambini non capiscono, ma si commuovono lo stesso. Hanno appena assistito ad un miracolo ma non lo sanno. I Campioni sono tornati a casa, per rimanerci. Nessuno più potrà mandarli via di là, da casa loro. Nessuna ruspa, nessun palazzo. Niente li porterà via di là.
"Se lo costruisci, Loro torneranno". Se solo qualcuno riuscisse a sentire questa voce dentro di sé, qualcuno che conta. Qualcuno Granata. Il Miracolo avverrebbe, il Sogno si realizzerebbe. E sarebbe un vero e proprio pellegrinaggio, proprio come nel finale del film. Tutti a correre al Filadelfia a veder giocare ancora una volta il Grande Torino. Gente da tutte le parti del mondo accorrerebbe, disposta a tutto pur di rivederli. I Campioni sono a casa, nel loro stadio, sul loro campo.
"Ma chi è quel villano che potrebbe poi chiamarlo solo campo"? Aveva ragione Arpino, chi potrebbe poi definirlo "solo" un campo?
Sarebbe un miracolo, sarebbe il "Campo dei Sogni".

 

 

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