Una domenica da ricordare

Playout 2013-14 Derthona-Pro Dronero 2-0

 

 

 

 

 

 

Giornata da pelle d'oca,

di quelle da raccontare e declamare,

     che non stuferanno mai...                                                                                                                             

Luca Carru, Edoardo Chirico, Enrico De Ruggiero, Marco Dell'Aera, Daniel Esanu, Anthony Farina, Alberto Ferraroni, Mattia Gilio, Bruno La Caria, Cristian Lamantia, Alex Mazzocca, Fabrizio Montingelli, Francesco Priolo, Matteo Serlini, Dario Serra, Marko Stankovic, Salvatore Temperino, Marjol Zefi e mister Roberto Scarnecchia: questi sono i ragazzi, sono gli uomini che hanno compiuto l'impresa.

 

Solo dei veri uomini avrebbero portato a compimento una salvezza come quella di quest'anno, e loro lo hanno fatto. Chi non conosce l'ambiente, chi non conosce a fondo i problemi di questa società, della nostra società, non può capire. Per chi non sa cosa c'è dietro alle semplici partite in campo che giocavano questi ragazzi, potrà sembrare un normalissimo risultato sportivo, ma non è così. A novembre sembrava che tutto dovesse finire, con una squadra che perdeva i pezzi poco alla volta, cambi di mister a ogni sorgere del sole, trasferte della squadra in macchina pagate dagli stessi giocatori, non una certezza, pochissimi punti di riferimento. Ma questi ragazzi, questi uomini sono stati più forti di tutto questo, magari a volte non sono stati più forti degli avversari in campo, ma sono stati più forti di una situazione che avrebbe tolto stimoli e morale alla maggior parte di chi si sarebbe trovato al loro posto.

 

E noi della gradinata, che dire di noi? Oggi è stata una festa, in settimana avevo scritto che sarebbe stata una finale, che sarebbe stato il nostro finale, e se in campo forse la partita è stata solo una formalità per i giocatori, se il risultato finale non è mai stato in discussione, beh signore e signori, oggi il Fausto Coppi è stato un tripudio di cori e di tifo. Per alcuni momenti mi è sembrato di ritornare ai vecchi tempi della serie C, quando ad assistere alle partite non c'era mai meno di un migliaio di spettatori.

 

Prima ho nominato i giocatori uno per uno, e ora vorrei nominare uno per uno tutti i ragazzi della Gradinata Est, ma non li conosco tutti i nomi, come qualcuno non conosce il mio nome. Ma noi non ci identifichiamo con un nome, noi ci identifichiamo con quel Leone sul petto che portiamo con passione e con orgoglio.

Per assurdo, sono contento, sono felice di aver giocato questa partita, io ero straconvinto che sarebbe stata solo una formalità in campo, avevo fiducia assoluta dei nostri Leoni, ma in gradinata come in tribuna è stato uno spot perfetto per tutte quelle persone che sono tornate dopo tanti anni, o addirittura sono venute per la prima volta ad assistere ad una partita del Derthona.

 

Diciamocelo pure, in questa categoria, nei gironi del nord, è difficile assistere allo spettacolo che NOI ragazzi della Est abbiamo creato, ma non è nato oggi, lo abbiamo costruito durante l'anno nei momenti di maggior difficoltà, quando tutto sembrava stesse finendo piano piano, ma noi non abbiamo mai mollato.

Giocatori e gradinata, ci siamo aiutati a vicenda, ci siamo sostenuti a vicenda, ce ne siamo infischiati di tutte le difficoltà e abbiamo conquistato una salvezza che ha del miracoloso. Senza il loro impegno dimostrato in campo, forse noi non ci avremmo mai creduto, e forse loro senza la nostra costante presenza, si sarebbero lasciati andare senza lottare fino all'ultimo minuto di questa stagione.

 

Io personalmente oggi ho abbracciato alcuni dei nostri giocatori, e li ho ringraziati, li ho ringraziati di aver onorato la nostra maglia, ma la cosa che mi ha fatto più piacere, è che anche io ho ricevuto degli abbracci sentiti e sinceri, alcuni di loro hanno simbolicamente ringraziato anche me, come avrebbero voluto ringraziare chiunque dei miei compagni di trasferte.

 

E' stata una gran bella giornata di calcio, è stata una gran bella giornata di tifo.

 

Qualcuno potrebbe dire che oggi il Derthona non ha vinto niente, che si è solo salvato. Giusto, si è salvato, ma non da una retrocessione, si è salvato da un futuro che sarebbe stato disastroso.

Da domani è il momento di ricominciare, ricominciamo da questa giornata, mettiamoci tutti una mano sul Leone che portiamo sul petto e pensiamo che siamo più vivi che mai, che siamo vivi come non mai.

 

 

 

Baffo, Leone non per caso

 

 

 

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