Chi visse sperando....

Oggi si potrebbe essere pessimisti per non aver vinto oppure si potrebbe essere ottimisti per essere riusciti a pareggiare una partita che, per come si era messa, è un miracolo aver conquistato un punto.

 

Oggi la vittoria sarebbe stata fondamentale per continuare a sperare, sarebbe stato l'unico risultato possibile per non arrendersi, ma alla fine si è quasi soddisfatti per come sia finita: per carità, è un pareggio che lascia un po' di amaro in bocca, ma è stato troppo importante per i ragazzi non essere rientrati nello spogliatoio con una sconfitta.

 

Il gol subito è sempre lo stesso: cross in area a gioco fermo, difesa immobile e palla buttata in rete dall'avversario indisturbato.

E' il nono gol che si subisce in questo modo dall'inizio dell'anno, ha dell'incredibile, ma è dovuto, credo, per limiti individuali in difesa: i ragazzi avrebbero bisogno di una settimana intera di lavoro solo su questa situazione di gioco, ma non credo basterebbe.

Per contrappasso, le ultime tre reti segnate dai Leoni sono arrivate nello stesso modo da tre nostri diversi difensori centrali. In poche parole quando c'è un corner in una partita del Derthona, bisogna prepararsi a disperarsi o ad esultare.

 

La Caratese è sembrata, forse, ancora più limitata tecnicamente e tatticamente rispetto a noi e pure per questo non so si debba essere ottimisti per avere la possibilità di giocarsi la salvezza fino alla fine, o essere pessimisti per non essere riusciti a vincere neppure oggi.

 

In gradinata non si è persa ancora la speranza in una salvezza che avrebbe del miracoloso, più dello scorso anno, ma non so se sia una speranza vera e propria o se sia solamente la forza di volontà al non rassegnarsi, la volontà a non arrendersi mai.

 

Sicuramente la squadra in campo non si è ancora arresa assolutamente, tutti, proprio tutti stanno facendo il possibile e questa determinazione è lo spirito che sta unendo noi tifosi ai ragazzi in campo, uno spirito di non rassegnazione che ha quasi del commovente. Credo che ci stia trasmettendo reciprocamente quella forza di volontà che è l'unico appiglio che ci fa stare ancora appesi a quel sogno che si chiama "permanenza in serie D".

 

C'è una netta contrapposizione da parte nostra, fra il pessimo rapporto che si ha con la dirigenza e l'ammirazione che si ha, invece, per la squadra, anche oggi meritevole di applausi.

 

Il gol del pareggio segnato da Dell'Aera, il ragazzo più giovane in squadra, ha messo ancor più in evidenza che saremo duri a darci per vinti, che non si mollerà fino all'ultimo istante.

 

Sento persone dire che, con qualche giusto rinforzo, si può uscire dalla crisi. Ma che rinforzo si può pretendere a costo zero? Si è lasciati liberi di andare via proprio quei giocatori che sono stati presi in estate per potenziare la squadra, quindi vedo un po' improbabile questa eventualità.

 

Una nota che ha quasi del grottesco, è che oggi si è fatto esordire l'unico nuovo arrivo presentato in settimana, e cosa succede? Esce per infortunio muscolare dopo pochi minuti. Questo è anche un po' emblematico sulla gestione societaria, o forse è solo sfortuna, ma fa sorridere.

 

Si soffrirà fino all'ultimo momento, quest'anno non sarà mai domenica.

 

Capitolo "Marjol Zefi"

Prima dell'inizio partita, abbiamo consegnato a Marjol Zefi una targa per onorare le sue 100 presenze in campionato. Ci piacerebbe che altri ragazzi raggiungessero questo traguardo, con la sua stessa professionalità e il suo stesso impegno dimostrato in questi quattro campionati giocati con il Leone sul petto.

"Marjol meriti tutta la nostra ammirazione e la nostra stima per quello che ci hai trasmesso in queste 100 partite da Leone".

Andrea Freddo e Marjol Zefi
Andrea Freddo e Marjol Zefi
Marjol Zefi e la vecchia conoscenza Ambrogio Pelagalli
Marjol Zefi e la vecchia conoscenza Ambrogio Pelagalli

Il vostro amico Baffo

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