NO A UN DERTHONA AL SERVIZIO DI TRAFFICI GLOBALI DEI SOGNI DEI RAGAZZINI

L'annuncio dell'ingresso di nuovi soci nel Derthona FbC 1908, con l'intento di rafforzare il sodalizio bianconero, dovrebbe essere una buona notizia per i tifosi: in realtà non pensiamo che ci sia NULLA di che essere soddisfatti e tranquillizzati.

 

Fin dalla presentazione e nascita del progetto di Noi Siamo il Derthona abbiamo sottolineato come solo un investimento duraturo sul settore giovanile, in stretto coordinamento con il territorio, avrebbe potuto rappresentare una solida base per garantire un futuro sostenibile al club.

 

Oggi invece si prospetta di associare il nome del Derthona FbC 1908 con un soggetto che, pur in piena legalità e legittimità, rappresenta una visione esattamente contraria: il business della selezione di giovani giocatori in giro per il mondo, allettati dal sogno di provare a giocare in Italia.

Il legame con il territorio di queste operazioni è nullo: infatti queste società, al fine di perseguire i propri interessi, tentano di entrare in molteplici realtà, soprattutto disastrate e in difficoltà, per completare la propria rete di avamposti e sfruttare la visibilità e il nome di compagini gloriose.

Il meccanismo è chiaro: utilizzare il Derthona come vetrina per giovani presunti talenti selezionati da scuole ("accademie"!) di paesi in cui il calcio è in forte espansione, per poi "piazzarli" prima a Tortona e quindi in squadre di campionati superiori.

 

L'accesso alla scuola calcio e agli stage all'estero viene pagato profumatamente dalle famiglie dei ragazzini che sognano di giocare in Europa, si organizzano poi pseudo-amichevoli con società compiacenti e ben felici di non dover pagare trasferte a osservatori e talent scout, qualcuno nel mucchio viene notato e tesserato, e il gioco è fatto. Ma non basta, occorre anche dotarsi (step successivo) di partecipazioni consistenti in società come il Derthona, al fine di poter avere la certezza di poter imporre allenatori e giocatori da mostrare e da cui trarre un profitto futuro.

 

Solo compagini con l'acqua alla gola possono accettare di prestarsi a una logica di questo genere, a essere dei meri strumenti per le logiche di profitto e sfruttamento sia della passione di tifosi, sia dei sogni dei ragazzini e

 

NOI NON ACCETTIAMO CHE IL DERTHONA FbC 1908 FACCIA QUESTA FINE.

 

Fino ad ora l'usanza di avere rose zeppe di stranieri era appannaggio di club delle massime serie, ora si tenta di estendere questa pratica anche nei campionati dilettanti, sviluppando un modello di calcio sempre più disarticolato dalle comunità. A nostra parere questa deriva presto distruggerà il senso di appartenenza e identità della passione per il calcio, architrave su cui si basa tutto, è bene non dimenticarlo. Non siamo, quindi, xenofobi e nemmeno antimodernisti, pensiamo che il calcio e lo sport in generale, possa rappresentare, anche nel prossimo futuro, un fattore di identità e unità delle comunità civili e di chi le vive tutti i giorni: tifa e sostieni la squadra della tua città, questa è la nostra visione e la prima squadra dovrebbe essere la vetrina, semmai, per i giovani locali!!!

 

Noi pensiamo che i ragazzi debbano sviluppare le proprie capacità e divertirsi, perchè il calcio è prima di tutto un gioco, nelle città in cui risiedono. I campioncini poi seguiranno la loro strada professionale, è chiaro, ma almeno fino ad allora vorremmo vederli completare studi e maturazione, sia sportiva, sia come uomini, insieme alla famiglia e ai propri amici.

 

Per questo dichiariamo forte e chiaro la nostra decisa opposizione all'ingresso di tali soci nel Derthona FbC 1908 e ne contrasteremo in ogni modo l'operato.

 

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