La bicicletta di Ardiles in “Fuga per la vittoria”? A inventarla fu Vito Chimenti da Bari

Il film è Fuga per la vittoria (qui varie curiosità e la vera storia), famosa pellicola statunitense diretta dal regista John Huston, arricchita dalla partecipazione di calciatori dal calibro di Bobby Moore e Pelè.

Questo nel video, con la maglia numero tre, è Osvaldo Ardiles, campione del mondo in Argentina 1978. Il gesto atletico è la bicicletta: dribbling secco nel quale in corsa la palla viene alzata, trattenuta tra i piedi a tenaglia e portata in avanti con il tacco, scavalcando così l’avversario con un pallonetto.

 

Al calciatore però non va l’esclusività del gesto. Vedendo il film, a Palermo ed Avellino, i tifosi – fine anni settanta e inizio anni ottanta – avranno di sicuro sgranato gli occhi, riso simpaticamente ed esclamato: “Uà alla Chimenti”.

Vito Chimenti ai tempi dell’Avellino
Vito Chimenti ai tempi dell’Avellino

Vito Chimenti, uomo del sud, nato a Bari il 9 dicembre 1957. Calciatore lontano dallo stereotipo moderno, folti baffi a coprire il labbro superiore, calvizie e una faccia da vigile urbano. Ha giocato in A con Catanzaro, Pistoiese e Avellino, oltre alle esperienze con Matera, Lazio, Lecco, Salernitana, Palermo e Taranto. Attaccante forte palla al piede, avvezzo  alle acrobazie, passato alla storia come il bomber della bicicletta.

 

A lui va infatti la paternità dell’azione che esaltava il pubblico. Lo stesso Chimenti, in un intervista a La Repubblica, dice di non aver visto nessuno oltre Ardiles azzardare il dribbling:

 

«L’ho inventata io? Da quando sono nato ho visto solo Ardiles, campione del mondo con l’ Argentina nel  ‘78, fare la bicicletta nel film Fuga per la vittoria con Pelè ma quello era un film».

 

Si un film. Chimenti invece la bicicletta la faceva in una partita vera, con avversari veri come lo stopper azzurro Sauro Catellani in un Palermo – Napoli di Coppa Italia:

 

«Non dimenticherò l’ esordio alla Favorita in coppa contro il Napoli. Feci la bicicletta a Catellani e segnai da fondo campo. Mi disse: Ma vaffanculo».

 

Chimenti ai tempi del Palermo
Chimenti ai tempi del Palermo

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